INTERVISTE ITALIANI A LONDRA

Marco Mancassola e Sicilian Ghost Story nei cinema inglesi

Marco Mancassola

E’ uscito nei cinema inglesi la pellicola italiana “Sicilian Ghost Story” , scritto e diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Il film è ispirato al racconto “Un cavaliere bianco” che è contenuto nella raccolta “Non saremo confusi per sempre” di Marco Marcassola. Lo scrittore e giornalista italiano vive a Londra, posto a cui è molto legato. All’attivo ha diversi romanzi e collaborazioni con importanti giornali tra cui Internazionale e Vogue Italy.  Ecco la sua intervista.

Stasera ci sarà la premiere del film ispirato al suo libro, ci può parlare di cosa parla e da cosa le è venuta l’idea della storia?

Il film è ispirato a uno dei cinque racconti contenuti nel libro “Non saremo confusi per sempre”. Ma questo a sua volta è ispirato a una storia vera successa in Sicilia negli anni 90, che è un avvenimento che molte persone ricordano bene perchè fu una storia scioccante che coinvolse un ragazzino rapito dalle cosche mafiose e tenuto in ostaggio per oltre due anni e infine ucciso in modo molto barbaro ( sgozzato e sciolto nell’acido n.d.r.). Il mio racconto ha dunque solo fatto da tramite tra la storia  e il film. L’intuizione del racconto che ho scritto è stata quella di mischiare la realtà con un piano di fiction, creando dei personaggi di fantasia che si mischiavano con quelli reali. Questo ha fatto scattare la molla ai registi che hanno letto e amato il racconto e hanno deciso di usarlo come materiale per sviluppare il film.

Marco Mancassola premiere

 

Qual è il suo rapporto con Londra?

E’ un rapporto molto stretto, nel senso che non saprei immaginare dove altro vivere. E’ una città che è diventata la mia. Io non potrei mai considerarmi British, sono ovviamente italiano, però mi considero londinese. E’ questo sentirmi a casa e parte di un’identità che mi permette di  vivere qui. Dal punto di vista creativo è un ambiente che è al tempo stesso prosciugante e ispiratore , nel senso che prosciuga energie, non favorisce la concentrazione, un luogo dove non è facile rinchiudersi nella tua stanzetta, silenziare il mondo e scrivere ( anche perchè costa un botto di soldi!), è difficile avere quella tranquillità d’animo. Però è una città in cui il materiale umano è continuamente sotto i tuoi occhi. E’ una città in cui in questo momento ci sono delle tensioni, si vorrebbe superare questo momento indeciso che ha a che fare con la Brexit e al tempo si ha la paura di sentirsi spinti all’indietro, a una versione di Londra che si pensava superata, più isolata e meno internazionale. Ecco questa tensione è interessante, è un po’ come sentirsi nell’occhio del ciclone. Tutto questo per una persona che scrive è molto stimolante anche se distraente.

E’ abbastanza difficile per un italiano vivere a Londra perchè tendiamo a non integrarci. Cosa suggerisce per una maggiore integrazione?

Credo che non sia solo un problema degli italiani ma di tutte le comunità europee e straniere che vengono qui. Per gli italiani è una cosa più specifica sulla lingua, sono attaccati, innamorati e fanno fatica a parlare l’inglese. Sinceramente non penso che tutti si debbano integrare. Una città  come Londra è un esperienza complessa. Se vuoi diventare londinese ci vivi, ma non per un mese o due,per anni, per decenni e alla fine diventerai londinese e ti integrerai nella misura che vuoi. Però spesso gli italiani che stanno a Londra sono giovani che stanno un paio di anni e se ne vanno per cui non c’è motivo per loro di integrarsi. Ci sono diversi livelli di esperienza.

Marco Mancassola

C’è qualcosa che le manca dell’Italia?

Il modo in cui in Italia possiamo dare per scontate certe cose. La bellezza e la piacevolezza della vita quotidiana. Una forma di edonismo spiccio nei confronti del cibo, della bellezza che ci circonda. Qui prendere un caffè sembra una cosa preziosa, una giornata di sole da celebrare. Questo paradossalmente rende Londra un posto provinciale. Mi manca uscire e prendere un Aperol Spritz a tre euro, che qui viene sette pound. Anche quella cosa che tutto è sovrapprezzo. Mi manca proprio la facilità con cui certe cose sono disponibili. Per contro in Italia manca la facilità con cui si possono avere altre cose a Londra.

Marco Mancassola premiere

Quali sono i suoi progetti futuri?

Dopo c’è l’uscita di questo film c’è il Festival della Letteratura Italiana, che organizzo con un altro nutrito gruppo di scrittori, giornalisti, traduttori italiani a Londra che mi terrà occupato fino ad Ottobre. ( Il Festival della Letteratura Italiana si terrà il 27 e 28 Ottobre n.d.r). Poi c’è la parte della scrittura, sto lavorando a un romanzo che ha a che fare proprio con il vivere a Londra da straniero. Parlerà della temperatura emotiva di Londra in questi anni, come è vissuta da gente che non è nata qui ma cerca di trovare una casa qua.

E voi andrete a vedere il film? Se si fateci sapere nei commenti cosa ne pensate.

 

Chiara Pizzino

Autore: Chiara Pizzino

Ha origini siciliane ma attualmente si trova in Inghilterra per perfezionare la lingua inglese e per conoscere più culture. I viaggi sono la sua più grande passione, dopo la scrittura. E’ infatti laureata in Scienze dell’Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche, La fotografia è un’altra delle cose che adora e non va mai da nessuna parte senza la sua macchina fotografica.

Marco Mancassola e Sicilian Ghost Story nei cinema inglesi ultima modifica: 2018-08-10T09:30:11+00:00 da Chiara Pizzino

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