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Un tributo al Nuovissimo Continente. La mostra Oceania alla Royal Academy

Oceania

A 250 anni dal grande viaggio di James Cook alla conquista del Pacifico, va in scena la grande mostra Oceania alla Royal Academy di Londra. Storia, leggenda, tradizioni e arte delle popolazioni indigene, sapientemente esposte in un contesto prestigioso.

Il grande viaggio di James Cook

L’idea della mostra Oceania, come detto, nasce prendendo spunto dal viaggio esplorativo che portò James Cook a scoprire e registrare su carte geografiche zone inesplorate dell’attuale continente ocenico. Brillante marinaio ed eccezionale cartografo, Cook riuscì a farsi notare dall’Ammiragliato e dalla Royal Society già molto giovane. Le sue capacita di comandante ed esploratore lo portarono ad effettuare ben tre viaggi nell’Oceano Pacifico.

James Cook Esploratore

James Cook in un ritratto dell’epoca

Il suo primo viaggio da comandante lo effettuò a bordo della nave HMS Endeavour nel 1766.  Durante queste avventure in luoghi ameni e incontaminati, Cook condusse i suoi uomini con grande sapienza, riuscendo ad affrontare condizioni climatiche avverse e sconosciute. La mappatura di svariate zone che spaziano dalla Nuova Zelanda alle isole Hawaii è un’opera sensazionale nella storia della cartografia mondiale. La precisione dei dettagli e la scala di rappresentazione raggiungono risultati mai ottenuti.

Isole Cook Aerea

Meravigliosa veduta delle Isole Cook, così chiamate in tributo all’esploratore britannico

Cook morì nel 1779 alla Hawaii durante uno scontro con gli indigeni ad appena 51 anni. Ma tanto ha dato alla storia delle esplorazioni geografiche, e tanto ancora poteva regalarci.

Una mostra senza precedenti

Quello della mostra Oceania alla Royal Academy è un progetto espositivo molto affascinante. Sarà possibile, fino al 10 Dicembre, ammirare circa duecento opere provenienti da collezioni pubbliche di tutto il globo. L’obiettivo della mostra, che ha già conquistato i favori della critica, è quello di far conoscere la grande influenza che l’arte locale ha saputo esercitare sulle opere degli artisti europei. Le opere del francese Paul Gauguin, che ha anche trascorso un periodo a Tahiti, ad esempio, sono il maggior esempio di una contaminazione dell’arte europea ottocentesca (quindi successiva a Cook) con elementi oceanici.

Paul Gauguin Donne Di Tahiti Sulla Spiaggia

Paul Gauguin, Donne di Tahiti sulla spiaggia (Femmes de Tahiti Sur la plage), 1891 (novembre-dicembre), olio su tela, 69 x 91 cm. Parigi, Musée d’Orsay

Un viaggio, quello della mostra, che darà una forte testimonianza su usi e costumi delle popolazioni oceaniche. E lo farà grazie a reperti concessi da celeberrime collezioni storiche ed etnografiche, a partire dal XVIII secolo fino ad oggi. Decoratissime canoe e piccole imbarcazione utilizzate dagli indigeni, un’esposizione attenta di abiti autoctoni, fino alla schiera delle statuette di idoli locali, che tanto hanno influenzato l’arte delle avanguardie europee. Basti pensare al quadro simbolo della svolta cubista, le Damoiselles d’Avigon, realizzato da Pablo Picasso nel 1907.

Dem

Particolare da: Les demoiselles d’Avignon, olio su tela, realizzato nel 1907, conservato nel MoMA di New York.

E’ questo un tributo britannico a un Continente che non ha potuto evitare le conseguenze dall’avido imperialismo europeo, che ha distrutto una cultura e delle tradizioni che restano ormai quasi solo un ricordo per gli indigeni. Viaggi che erano il frutto non solo della curiosità di cartografi e geografi, ma anche del desiderio degli stati finanziatori di trovare ulteriori ricchezze. Non mancheranno le opere di artisti oceanici, come il gruppo Mata Aho, che esporrà un arazzo enorme in plastica blu. Lisa Rehiana, invece, presenta il suo video dal titolo In Pursuit of Venus (infected), basato su incisioni francesi dell’ottocento che descrivono questo meraviglioso continente che è l’Oceania.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Un tributo al Nuovissimo Continente. La mostra Oceania alla Royal Academy ultima modifica: 2018-11-05T09:00:32+00:00 da Luigi Bove

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