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Settled Status: come garantirsi un posto dopo la Brexit

Settled status-il big ben visto dal tamigi

Sono passati ormai più di due anni dal referendum che ha dato inizio al procedimento di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Nonostante il tempo trascorso, sembra si sia ancora lontani dal trovare un accordo su quale sia la strategia migliore da adottare. Questo clima di incertezza si ripercuote ovviamente sui 3,8 milioni di cittadini europei che vivono e lavorano in Gran Bretagna. A questo proposito il Governo ha creato un portale web nel quale è possibile registrarsi per richiedere il settled status, e regolarizzare così la propria posizione. Ma in cosa consiste esattamente il settled status?

settled status- vista dell'abbazia di Westminster

Settled status: cos’è e a cosa serve

Il settled status è un requisito che, una volta ottenuto, ci permette di continuare la permanenza nel Regno Unito, anche successivamente alla sua uscita dall’Unione Europea. Se, dunque, si ha intenzione di preservare i propri diritti, è strettamente necessario presentare domanda per ottenerlo. Per fare ciò si ha tempo fino al 30 Giugno 2021. Tale data indica il momento in cui essere in possesso del settled status sarà obbligatorio per dimostrare il nostro diritto di risiedere in terra britannica. Nell’eventualità in cui il Regno Unito lasciasse l’ UE senza accordo, la scadenza verrebbe anticipata al 31 Dicembre 2020.

settled status - folla protesta contro la brexit per le strade di londra

Differenza tra Settled Status e Pre-Settled Status

Quando si parla di settled status, è bene ricordare che non tutti sono considerati idonei ad ottenerlo. Infatti, per vedersi riconoscere questo requisito, che ci darebbe diritto a continuare la nostra vita in Gran Bretagna a tempo indeterminato, è necessario dimostrare di trovarsi in Regno Unito da almeno cinque anni continuativi. Se non si hanno prove di questa permanenza, o se si vive nel Regno Unito da meno di cinque anni, è possibile richiedere il pre-settled status, che ci darà modo di restare in terra britannica per altri cinque anni. Coloro che otterranno il pre-settled, avranno però modo di modificare il proprio status non appena raggiunti i cinque anni di permanenza continuativa.

Settled status: chi deve fare domanda

Come abbiamo già detto, il settled status è obbligatorio. Ma lo è davvero per tutti? Se il nostro Paese di origine – o quello di un membro della nostra famiglia – appartiene all’ UE e al SEE, o se si viene dalla Svizzera, questo è certamente il procedimento da seguire.

persone che entrano ed escono da una delle tante stazioni metro di londra

Si deve fare domanda anche se si è nati nel Regno Unito ma non si ha la cittadinanza, ed anche se si è in possesso della permanent residence card. In quest’ultimo caso però, il procedimento sarà più veloce, poiché – in quanto possessori di un documento che già attesta la nostra permanenza – non sarà richiesta nessuna ulteriore prova. Per chi invece è già cittadino britannico, ha un permesso di soggiorno a tempo indeterminato o si è trasferito nel Regno Unito prima che questo entrasse a far parte dell’ Unione Europea,  il settled status non è necessario.

Settled status: il procedimento per ottenerlo

Il Governo britannico ha messo a disposizione dei cittadini europei una app chiamata EU Exit: ID Document Check. Una volta scaricata tale app sul proprio telefono android, è necessario scansionare il proprio passaporto (solo se biometrico, ovvero dotato di chip) ed il proprio viso. Dopodiché l’app ci indirizzerà al sito del Governo, nel quale potremo portare avanti la nostra richiesta. Durante questa seconda fase, tra le varie domande, ci verrà chiesto di inserire il NIN (National Insurance Number). A questo punto ci verrà notificato se siamo eleggibili per il settled status  o il pre-settled status. Se siamo d’accordo con il responso, non ci resta che inviare la richiesta e aspettare. Riceveremo due email. La prima conterrà il numero della nostra domanda, mentre la seconda confermerà che tale domanda è in fase di analisi. Anche la risposta finale ci verrà data sotto forma di mail, normalmente entro una settimana.

pista dell'eroporto di Gatwick a Londra

 

Cosa fare se non si è d’accordo con lo status assegnato?

Poiché attraverso il NIN è possibile analizzare solo la vita lavorativa dei cittadini, talvolta il risultato potrebbe non essere appropriato alla nostra situazione. In tal caso, per provare la nostra permanenza nel Regno Unito, avremmo bisogno di aggiungere dei documenti alla nostra domanda. Poiché non ci è permesso caricare più di dieci documenti, sarebbe consigliato utilizzare quelli che racchiudono archi di tempo più ampi. Tra quelli più indicati citiamo il contratto di affitto, le bollette, la council tax, prove di pagamento di un mutuo o, se si è studenti, una lettera dall’università che si frequenta. Una volta terminato questo procedimento, non ci resta che proseguire con l’invio della richiesta e attendere il responso.

Ci sono altri modi per presentare domanda?

Molti di noi potrebbero non possedere un telefono android o un passaporto biometrico. Per chi si trova in questa situazione, è bene sapere che l’app non è l’unico modo per presentare la propria richiesta. Sono sorti dei centri appositi, dove recarsi per poter scansionare il proprio documento. Poiché però sembra che tali centri non siano in numero sufficiente, è utile ricordare che è possibile utilizzare anche il servizio postale, nonostante richieda chiaramente più tempo.

skyline di londra ripresa dall'est della città

Insomma, in quanto cittadini Italiani residenti nel Regno Unito, anche noi siamo tenuti a seguire questa procedura. Certo, può sembrare una scocciatura, ma se abbiamo costruito la nostra vita qui, questo è l’unico modo per non doverci rinunciare. In fondo ne vale la pena.

Bruna Sini

Autore: Bruna Sini

Nata in Sardegna, vivo a Londra dal 2013. Lauerata in lingue e con la passione per il viaggio e la letteratura, amo questa città dai mille volti e colori in cui ogni angolo è una scoperta.

Settled Status: come garantirsi un posto dopo la Brexit ultima modifica: 2019-04-26T09:00:12+01:00 da Bruna Sini

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