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Intervista a Ottorino D’Ambra: Londra è magica!

Ottorino

Ottorino D’Ambra. Un italiano a Londra? Sarebbe troppo riduttivo. Un artista made in Italy che si è affermato Oltremanica? Troppo poco. Ottorino D’Ambra è un giovane uomo pronto, vero, sagace che ama l’arte (perché i tatuaggi sono arte!) in tutte le sue forme. Quella che segue è un’intervista che ci ha gentilmente concesso in cui parla della Capitale inglese, degli UK in generale e… del Brexit!

Chi è Ottorino D’Ambra?

Ottorino e’ uno che circa otto anni fa si e’ stancato della quotidianità’ milanese e ha deciso di cambiare aria. E’ laureato in scenografia a Brera, ama disegnare e si annoia a fare sempre le stesse cose. Anche di fare la stessa strada per tornare a casa. Gli piace mangiare e ascoltare musica.

Se dovesse descriversi con dieci parole quali userebbe?

Dieci e’ un numero un po’ strano. Dieci parole non sono poche per descrivere se stessi ma al tempo stesso non sono sufficienti a dare l’idea di una persona… Quindi scrivo queste: bello, alto, occhi azzurri, palestrato, affascinante, colto, vegano, elegante, bugiardo ed ironico.

 L’Inghilterra sono davvero patria della meritocrazia?

Credo che in Inghilterra la meritocrazia sia frutto del quotidiano rispetto reciproco tra le persone. Nonostante questo definire l’Inghilterra come la patria della meritocrazia trovo che sia un po’ troppo…
Sicuramente qua la meritocrazia esiste, a differenza dell’Italia: il funzionamento di questa la si vede
dall’efficienza del sistema.

Coloro che si impegnano ottengono risultati, questo fa si che la società’ si ritrova ad avere le persone giuste al posto giusto ed appagare così le persone meritevoli. Questo semplice meccanismo fa si che ci sia un forte equilibrio all’interno della società’. Anche qua ci sono le “scorciatoie” e i “furbi” ma sono in netta minoranza.

Molti ragazzi tornano nel Belpaese sfiduciati – questo sia pre che post “allarme Brexit” – perché non realizzano i propri sogni e la vita, a detta di molti è dura e lontana dal lifestyle italiano… La verità?

L’allarme Brexit la trovo un po una bufala visto che al momento non c’e’ un quadro nitido di quelle che saranno le conseguenze di questa manovra. Per ora sui giornali girano tante notizie solo per vendere copie. Detto ciò’, venire in Inghilterra con l’idea che sia tutto più’ semplice e’ uno dei primi errori che viene fatto. Per quanto questo paese sia economicamente forte con molto lavoro non significa che i propri obiettivi e sogni si realizzeranno senza alcun sforzo.

Come in Italia, anche in Inghilterra nessuno ti regala niente: men che meno in un paese dove il sistema e’ basato sulla meritocrazia. In sostanza, se si vuole qualcosa, bisogna guadagnarsela. Coloro che tornano a casa dicendo che e’ dura stare lontano dal lifestyle italiano sono coloro che si sono illusi di trovare qua il successo in poco tempo senza ne lottare ne fare sacrifici. Poca pazienza. Credo però che questo volere “tutto-e-subito” sia un problema generazionale e non geografico…

Brexit: favorevole o contrario? Ma soprattutto quanto e in che termini potrà incidere nel mondo del lavoro e degli scambi tra Europa Unita e Regno Unito secondo Lei, questa decisione?

Assolutamente contrario (alla Brexit NdR): mi rattristano le divisioni, non sono mai un buon segno. Dalla Brexit alla richiesta d’indipendenza della Catalonia o della Scozia, sono sempre abbastanza contrario a tutti i movimenti separatisti, credo che non siano mai oggetto di un messaggio sociale positivo…  Ad oggi ci sono state già’ ripercussioni sul mercato per via di Brexit. La sterlina, crollando ha perso molto potere d’acquisto, questo di conseguenza ha abbassato la qualità’ di alcuni prodotti freschi d’importazione e ne ha resi altri più’ cari. Le aziende più piccole ne hanno già’ risentito.

Tuttavia, cercare di ipotizzare in che situazione ci ritroveremo fra un anno, quando la situazione sarà più delineata, è molto difficile.Tempo fa seguivo molto di più si sviluppi delle trattative UK-EU poi ho smesso perchè come ho capito che il percorso sarebbe stato molto lungo e tormentato.
Personalmente, credo che il paese vedrà qualche anno buio prima di tornare ad essere forte sul mercato
come era un tempo.

Consigli per i giovani (e meno giovani) decisi, per motivi di lavoro o studio, a fare un’esperienza londinese – nel Regno Unito? Cosa debbono aspettarsi e cosa decisamente no?

Credo che un’esperienza londinese, indipendentemente dall’esito, sia sempre positiva. Che se ne siano
andati via contenti o delusi dell’esperienza se ne sono comunque andati con un bagaglio di esperienze
importante.

Londra e’ una città’ che ti insegna, nel bene e nel male, poiché’ una metropoli. Città come questa, con una mentalità’ così’ aperta e multietnica non esistono in Italia.

Consigli? Non ce sono. Londra o la ami o la odi, non c’e’ verso… Non ci sono trucchi o consigli per saperla prendere: e’ un fatto di personalità…  ci sono quelle che si sposano con una città del genere e quelle che no. Chi vorra’ migrare in questa cittaà troverà una realtà piena di stimoli e con tantissimo da fare. Da non sottovalutare pero’ le grandi distanze! I “figli di Amazon” non devono illudersi di avere tutto subito e veloce.

In conclusione… La Vecchia Britannia ha davvero una marcia in più o no?

In questo paese le cose funzionano come dovrebbero e le persone sono più rispettose e di conseguenza
oneste. La Vecchia Britannia non ha qualcosa in più siamo noi in Italia che abbiamo qualcosa in meno e
penso che si tratti del “rispetto”. Di conseguenza, quando manca il rispetto, un’altra serie di cose vengono automaticamente a mancare sia dallo stile di vita che dal punto di vista lavorativo e sociale.

Differenze con l’Italia? Questo per quanto riguarda lo stile di vita, di lavoro, di fare impresa etc. …
E un po’ difficile per me fare questo tipo di paragone perchè non ho molta conoscenza del Regno Unito nella sua varietà. Ho viaggiato poco fuori da Londra quindi la mia “visione inglese” e limitata principalmente all’esperienza londinese. Da Londra si viaggia abbastanza facilmente in tutto il modo a prezzi abbordabili quindi e’ molto facile volare via per un week-end.

Parlando di città: la mia esperienza mi ha fatto percepire Milano come una città molto più stressata di Londra a livello lavorativo ed urbano. Quando si parla di Londra si parla di una città formata da tanti distretti, centri e villaggi. La percezione della città non è quella di una caotica metropoli ma come quella di un paese più a misura d’uomo. Di conseguenza ci si trova a vivere il quartiere dove si trova tutto quello di cui si ha bisogno e al tempo stesso, se si vuole, si puo’ vivere l’intera città con i suoi mille eventi, teatri, spettacoli e festival vari.

Lavorativamente parlando ha un sistema burocratico e fiscale molto più agevolato che rende, anche solo il pensiero di aprire un’attivita, molto più accessibile. E’ anche una città a tratti solitaria, le distanze e gli impegni spesso rendono difficile incontrarsi e di conseguenza costruire rapporti. A volte sembra un città di passaggio dove la gente si ferma qualche anno e poi va via…o forse e’ semplicemente una città in espansione e in continuo cambiamento. Alla fine o la ami o la odi.

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher) e “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere).

Intervista a Ottorino D’Ambra: Londra è magica! ultima modifica: 2018-04-19T09:18:50+00:00 da Stefano Labbia

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