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Intervista a Giada Martini: Londra ha le sue regole…

Giada martini intervista

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Giada Martini è una ragazza sprint. Piena di grinta, voglia di fare e frasi lucide che sanno colpire al cuore. Lo fa con il suo blog e non solo come scopriremo durante il corso di questo breve (ma sentito!) botta e risposta. La parola a Giada, dunque…

Benvenuta sulle pagine di “ItLondra”, Italiani a Londra, Giada! E grazie per aver accettato quest’intervista! Iniziamo subito: chi sei, cosa fai e… insomma descrivi chi sei ai nostri lettori – in dieci parole!

Ho l’hobby di scalare montagne, per molti ritenute impervie.

Cosa significa per te Londra? Che rapporto hai con la terra d’Albione? É stata “lei” a sceglierti o tu a scegliere “lei”?

Io e la mia amata Londra ci siamo conosciuti a Luglio del 2007, e mi ha sedotta all’istante. É stato un vero e proprio colpo di fulmine. Quando sono ripartita, mentre ero in attesa di imbarcarmi e guardavo il cielo plumbeo pur essendo Luglio, mi sono ripromessa che sarei tornata, che avrei trovato un modo per rimanere a vivere qui. E proprio come due amanti, ho iniziato un lungo rapporto a distanza. Per anni, ho fatto la spola fra Roma e Londra, e ogni volta che ritornavo in Italia stavo peggio.

Ma io avevo una gran paura, per diversi fattori personali, soprattutto incideva il fattore etá non proprio “fresca” per mollare tutto e riniziare da capo altrove. Alla fine mi sono detta o la va o la spacca, ho chiuso tutto in valigia e senza agganci, senza casa, senza nulla ad aspettarmi qui in UK.  Con due spicci in tasca (non consiglio a nessuno di fare tale mattata!), sono partita nella primavera del 2010.

Sei da tempo, oramai, nella Vecchia Britannia: quanto è cambiata e quanto ti ha cambiato (se l’ha fatto…) durante questi anni?

Quando sono arrivata qui venivo da un periodo non proprio felice, per varie vicissitudini personali. Ero arrivata ai 30 anni davvero insoddisfatta e depressa, inoltre siccome sono partita un po’ allo sbaraglio, i primi tempi sono stati davvero duri. Ero una persona fortemente chiusa e timida, oltre che insicura: Londra mi ha totalmente (volente o nolente) trasformata. Ho dovuto tirare su la testa e affilare le unghie perché qui logicamente c’é molta competizione… Inoltre i Londoners non stanno ad aspettare nessuno: o ti adegui o rimani indietro.

É una cittá che non dorme mai. I Londoners non stanno mai fermi, tanto che li vedi sciogliersi e rilassarsi un po’ dal Venerdí pomeriggio in poi. Sono diventata molto piú sicura di me stessa. Vedo Londra come un grande buffet, c’é cibo per tutti, ma sei tu che devi alzarti e andare a servirti al banchetto. Nessuno ti porta il piatto pieno mentre te ne stai bella seduta in un angolo, ma questo vale in generale per ogni ambito della vita.

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Le cinque cose che ami e le cinque cose che… “ami di meno” di Londra (e dell’Inghilterra in generale!)!

Eh eh quando mi fanno questa domanda non so mai come rispondere, perché io sono una che generalmente prova a vedere nella vita il bicchiere sempre mezzo pieno, invece che mezzo vuoto.

Le cinque cose che amo (solo cinque?!!!) sono: il multiculturalismo (ho amici quasi praticamente di ogni nazione) — il via vai frenetico delle vie centrali e poi giri l’angolo e c’é un parco (Londra é piena di parchi e giardini!) — le volpi che mi osservano guardinghe mentre torno a casa la sera — Wimbledon Village in estate durante il torneo di Wimbledon é tutto un brulicare cosí glamour — i lunghi viaggi in treno in mezzo alla campagna inglese — il rito del tè, io amo il tè alla follia!

Le cose che amo di meno

Il commuting a volte é davvero stressante – sono una grande freddolosa e diciamo che il meteo qui non é logicamente quello di Dubai – i prezzi alti per un cappuccino o caffé, credetemi l’abitudine di prenderne un paio al giorno puó incidervi sul budget mensile! — i prezzi degli affitti, a Londra sembra non esserci regola che tenga, si affittano di tutto e di piú a prezzi non proprio economici per quello che viene offerto – Il costo dell’abbonamento mensile ai mezzi pubblici, é vero che ti scarrozzano ovunque, tanto che la maggioranza dei Londoners non usa una macchina per spostarsi, ma cavoli se é salato!

Ultima domanda: Come (e dove!) ti vedi fra dieci anni?

Onestamente non spendo molto tempo a pensare al futuro, anche perché non ho doti da Oracolo di Delfi se no avevo giá azzeccato i numeri del SuperEnalotto! Al momento qui mi trovo bene, amo questa cittá ed é relativamente vicina all’Italia, quindi non devo farmi enormi viaggi come per chi vive ad esempio in Australia per andare a trovare amici e parenti. Certo é che vorrei magari un pochettino piú di stabilitá, perché sono ancora in affitto, e comprarsi casa qui a Londra non é davvero cheap. Peró non mi lamento, questa cittá in questi 7 anni mi ha regalato molto! Certo le cose non sono sempre state facili e felici, peró se fra 10 anni mi ritrovassi ancora a vivere qui fra i Londoners … beh non mi dispiacerebbe poi davvero tanto!

Grazie mille per la disponibilità e la professionalità dimostrata!!!

 

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher) e “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere).

Intervista a Giada Martini: Londra ha le sue regole… ultima modifica: 2018-01-15T09:24:37+00:00 da Stefano Labbia

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