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Spazio: un villaggio sulla Luna made in Italy

Le eccellenze italiane nello spazio nel 2024

Era il 1610, quando Galileo Galilei fisico, matematico ed astronomo italiano pubblica il trattato di astronomia “Sidereus Nuncius”, cambiando per sempre la visione del mondo. Inventore del telescopio, Galileo osserva lo spazio e in particolare il nostro satellite. Aprendo la strada a quella che sarebbe diventata la corsa dell’uomo verso la Luna.

Spazio- per andare su Marte l'uomo partirà da una base lunare
  Sulla Luna il materiale più comune è la regolite, detta anche “eluvium”

Il villaggio lunare

L’Agenzia Spaziale Europea, che già collabora alla costruzione della nuova astronave Orion della NASA, propone la creazione di un Moon Village, un villaggio lunare nel quale gli scienziati potranno compiere nuove ricerche impossibili sulla Terra. Era il 1972 quando l’ultima missione con equipaggio umano (L’Apollo 17) lasciava il suolo lunare. Da allora il programma fu sospeso, alla base motivi economici. I costi altissimi non hanno più permesso questo investimento, insostenibile per un bilancio pubblico, ma da allora sono entrati in gioco i privati, come Elon Mask. Sicchè, lo sforzo collettivo di vari paesi, tra cui l’Italia, ha reso possibile “prenotare” Marte. Partendo dalla Luna.

Eccellenze italiane nello spazio

Agenzia spaziali italiane, pubbliche e private, sono un fiore all’occhiello per ciò che riguarda la tecnologia avanzata che occorre nella corsa allo spazio. Come la trivella che verrà usata per cercare vita nel sottosuolo marziano.

Spazio- Il rover curiosity su Marte
Il rover Curiosity su Marte

Punta di diamante (nel senso letterale del termine)

Realizzata in Italia, da Leonardo nello stabilimento di Nerviano, la trivella ha dimostrato di essere pronta a svolgere la sua missione a bordo del Rover di ExoMars, che partirà nel 2022. Il suo compito sarà cercherà tracce di vita, presente o passata, scavando fino a 2 metri sotto il suolo del Pianeta Rosso. Solo a tale profondità, infatti, le attività biologiche non vengono distrutte dalle radiazioni cosmiche, ed è quindi possibile trovarne prove di esistenza. La trivella di ExoMars è un vero gioiello tecnologico. Con una potenza di 80 watt (si avete letto bene) perforerà il suolo con una punta in diamante policristallino che genererà un foro di 25 millimetri di diametro. Raccoglierà campioni di sottosuolo marziano, per poi consegnarli ai laboratori analitici che li esamineranno nel dettaglio.

Spazio, anno 2024, per andare su Marte l’uomo partirà dalla Luna

La Nasa e la missione Artemis Base Camp. L’America con la collaborazione internazionale e il decisivo apporto di partner privati come l’imprenditore Elon Mask, ha stabilito la data della nuova conquista della Luna. La Base lunare sarà il trampolino di lancio per Marte. Quattro astronauti tra cui una donna sono già stati scelti. Gli “esploratori” faranno tappa su una base operativa sulla Luna. Il piano è stato comunicato durante il National Space Council e sarà realizzato per il 2024, quando il nostro satellite sarà pronto per ospitare gli astronauti per una settimana, ma la missione prevede alloggi con disponibilità idrica, sistemi di smaltimento rifiuti e scudi radioattivi in modo da garantire maggiore sicurezza in caso di un prolungamento nelle tempistiche.

Dal Politecnico di Milano il materiale stampato in 3D per costruire la base lunare

Il prototipo funziona, siamo pronti. Leonardo Caprio, dottorando in Advanced and Smart Manufacturing al Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, ha usato un materiale similare alla regolite, noto in ambiente tecnico come NU-LHT-2M. E’ una miscela di particelle composte principalmente di plagioclasio, olivina, vetro e quarzo che misurano da 75 a 450 millesimi di millimetro. Nel prototipo di laboratorio un laser ad alta efficienza rende “filabile” questa polvere che la stampante 3D rilascia seguendo un software che, con un accrescimento stato per strato, conferisce la giusta geometria alla componente da costruire. Le prove fatte al Politecnico di Milano dimostrano che il processo è riproducibile su larga scala nel vuoto e con la ridotta gravità esistenti sulla superficiale lunare. In teoria, quindi, i futuri coloni sarebbero in grado di costruire direttamente sul suolo lunare (e dopo su Marte) una base spaziale stabile.

Spazio. la navicella di Elon Mask
La navicella “Space X” di Elon Mask

Acqua e ossigeno nello spazio? Siamo in grado di estrarli dalla regolite

Certamente la missione Artemis Base Camp sarà preceduta da molte spedizioni robotiche per “lo studio e lo sfruttamento delle risorse minerarie come la regolite” spiega, in un’intervista a Rai 1, la professoressa Michéle Lavagna docente di Progetto di sistemi aerospaziali al Politecnico di Milano. Ad estrarre acqua e ossigeno dalla regolite ci pensa la OHB Italia. L’Azienda sta progettando un sistema che verrà installato su un lander. La OHB Italia è una delle eccellenze italiane che progetta e sviluppa sistemi di alta qualità per le missioni spaziale.

Il villaggio lunare e (dopo) quello marziano

Insomma, senza correre troppo, le premesse per mettere un piede a terra sulla Luna e dopo su Marte sembra ci siano tutte. L’Italia migliore è in prima linea nelle infrastrutture spaziali, lavora con arte e pregio. Come per Galileo Galilei, che riusci a realizzare il suo telescopio solo grazie agli artigiani di Murano. Senza il loro contributo non sarebbe passato alla storia.

Spazio: un villaggio sulla Luna made in Italy ultima modifica: 2020-07-21T10:13:02+01:00 da Mara Austen Diamanti
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