STORIA STORIE

La Britannia lasciata dai Romani, affronta un periodo di declino

La Britannia - immagine di Pretoriano

La Britannia per i Romani è stata sempre un territorio di complessa gestione. Priva di risorse, dal clima inospitale e con popolazioni particolarmente recalcitranti, l’Isola ad un certo punto, abbandonata dalle legioni andò in declino.

La Britannia bruscamente nel 410 d.C.

La Britannia, zona di frontiera, a partire dal II secolo conobbe un periodo di relativa pace. Vi stazionavano sempre tre legioni stabilmente acquartierate, necessarie viste le tribù sempre in “ebollizione”. Nonostante la recalcitrante attitudine degli autoctoni, il dominio romano riuscì a portare la Britannia ad un rapido sviluppo sociale ed economico. Tuttavia, con l’abbandono dell’isola, ci fu una brusca battuta d’arresto, anzi un considerevole regresso.

La Britannia - Vallo Di Adriano
fonte foto – Pixabay

Ad accelerare il ritiro delle truppe, contriburono sul finire del IV secolo, le incursioni dei Sassoni, e dei Germani dai Paesi Bassi e dalla Danimarca. S’intervenne costruendo dei robusti forti di difesa. Dopo varie peripezie, Teodosio ristabilì l’ordine, e un considerevole numero di soldati furono inviati a colmare i vuoti dovuti alla battaglia di Adrianopoli del 378 d.C. In seguito, altre truppe furono ritirate dalla Britannia per contrastare i visigoti di Alarico.

Dalla Britannia alla Bretagna

Poi con l’atto di usurpazione di Costantino III nel 407 d.C. sconfitto, che attaccò la Gallia, Onorio decise di trattenere le truppe in Europa. Con una lettera storica del 410 d.C. Onorio esortava i Britanni a usare mezzi e uomini propri per la difesa del territorio. Quell’atto era di fatto l’abbandono dei territori della Britannia, che sprofonderà in una oscura regressione nel corso dei secoli successivi.

La Britannia - Esercito romano
fonte foto – search.creativecommons

Le tribù senza un’organizzazione militare concreta, subirono la conquistata dai Sassoni tra il V e VII secolo. I Britanni fuggiti nella Gallia nord occidentale, daranno luogo alla “Bretagna”, diventando un regno normanno nel 1066 con Guglielmo il Conquistatore. Le scoperte archeologiche recenti, del periodo di abbandono dei Romani, mostrano inequivocabili segni di decadenza. La vita delle città era molto più modesta, e i cocci di vasellame, non sono presenti negli strati datati dopo il 400.

Imperatore Flavio Augusto

Le monete rinvenute e coniate dopo il 402 sono rare. Si evince che quando Costantino III diventato Imperatore nel 407, attraversò la Manica con la guarnigione britannica, la Britannia Romana era ormai alla fine. Gli abitanti, costretti a difendersi da soli senza legioni, con mezzi inadeguati, erano destinati a soccombere.

La Britannia - Pozzo Del Vallo Di Adriano
fonte foto – Pixabay

Ciò si evince da un documento che l’Imperatore Flavio Augusto Onorio mandò loro nel 410. Durante l’occupazione della Britannia, i Romani avevano costruito un’estesa rete di strade, molte delle quali sono ancora in uso oggi. I Romani avevano fondato città, costruito acquedotti e sistemi fognari efficienti. Per un lungo periodo, il progresso introdotto in Britannia subì una parabola discendente. Tuttavia le famiglie aristocratiche locali, inviavano i figli a studiare nelle città sviluppate e progredite dell’impero. Quel 410 d.C. costituì una prima “brexit” britannica, che per lungo tempo, fece attraversare all’isola momenti bui.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
La Britannia lasciata dai Romani, affronta un periodo di declino ultima modifica: 2020-01-14T09:00:00+00:00 da Simona Aiuti

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