ITALIANI A LONDRA VIVERE A LONDRA

Intervista a Jennifer Boselli

Tower Bridge

Jennifer Boselli, ragazza italiana in UK ci rivela le sue sensazioni e le sue piccole grandi verità su una città, Londra, che ama, stravolge, amplifica e divora anime e intere vite, ma che può anche regalare enormi soddisfazioni…

Benvenuta sulle pagine di itLondra! Presentati ai nostri lettori e parlaci un pò di te!

Salve a tutti, sono Jennifer e da circa 9 anni è iniziata la mia avventura in Uk. Sono originaria della provincia di Brescia e prima di partire per la Terra d’Albione non ero mai stata in nessun posto… fino a 25 anni non avevo mai neppure preso un aereo ed avevo da anni un buon lavoro in un ufficio. Beh… ho dato un’occhiata alla mia vita e ho realizzato che non la vivevo come avrei voluto. Perciò ho deciso di lasciare la sicurezza del mio lavoro e della mia famiglia e, dopo circa un mese, di prendere un aereo in direzione Bristol per la mia avventura come Au Pair in un piccolo villaggio del Dorset e lavorare con 3 bambini piccolissimi di una famiglia inglese.

Jennifer

Arrivata all’aeroporto un tassista aveva il mio nome scritto su un foglio di carta, perché io non sapevo una parola di inglese. Dopo circa un’ora di macchina arrivai a destinazione (ricordo ancora che la cosa che mi colpì più di tutte fu il verde ovunque… brillante… penso di non aver mai visto un verde così da nessuna parte!). Arrivata nella mia nuova “famiglia inglese”,  si presentarono e iniziarono a parlarmi e spiegarmi (in inglese) che avevano 3 figli e i gemelli di 6 mesi avevano bisogno di molte attenzioni perché erano nati prematuri e con vari problemi di salute. (Penso di aver capito 2 o 3 parole in realtà quel giorno!). Ma loro erano stati molto allegri e solari con me tanto da farmi sentirmi comunque la benvenuta. La camera che avevo era spaziosa e confortevole e con una vista unica: verde e pecore al pascolo.

Visitare Londra

I primi giorni sono stati molto confusi ma la vita con loro era molto semplice e calma. Io capivo poco di quel che dicevano ma con me eravamo tutti molto pazienti. Passarono mesi e rimasi con loro per 4 anni prima come Au Pair poi come mother help e nanny facendo vari corsi e volontariato in un preschool.
Non ho mai fatto lezioni di inglese ma ho imparato tantissimo conversando con le persone della piccola comunità dove vivevo. Questi anni sono stati molto speciali: ho adorato quella famiglia e ancora oggi per me sono la mia famiglia inglese! Poi per altri 3 anni ho vissuto in Wiltshire a circa 20 minuti da Stonehenge ed ho lavorato come nanny per un’altra magnifica famiglia con cui ho iniziato a viaggiare in posti esotici e spesso anche in Italia!

Oyster Card

Oyster Card

Dopo questa gratificante esperienza mi sono trasferita circa 2 anni fa a Londra, lavorando sempre come nanny per una famiglia italiana ma da molti anni in Inghilterra. Adoro la mia vita di nanny, aiutare a crescere i bimbi in modo indipendente e felici mi rende orgogliosa!

Sostanzialmente quali credi che siano le differenze tra Italia e Inghilterra? Mi riferisco al modo di vivere, all’approccio ai problemi della vita e non solo nell’ambito lavorativo…

Una cosa che amo tanto dell’inghilterra è che se hai un sogno… beh lo puoi realizzare! Per realizzarlo non devi avere delle “conoscenze”: devi lavorare duramente e passo dopo passo puoi arrivare a quel che desideri e la cosa bella è che tutti gli sforzi che fai qua vengono sempre ripagati. Una cosa che apprezzo molto nel mondo lavorativo con gli inglesi è che rispettano il tuo tempo libero e le vacanze; l’organizzazione di tutti gli enti o dei trasporti e in generale in tutti gli ambiti lavorativi, è perfetta praticamente. Tutto è molto organizzato!

Underground

Underground

Brexit: dobbiamo temerla o no? Qual è la tua opinione in merito?

Penso che la Brexit farà molto riflettere d’ora in poi: ho parlato con più persone che mi hanno detto, «Io ho votato per uscire ma non pensavo sarebbe cambiato tanto…» In tutta sincerità penso che le persone che sono qua e che lavorano regolarmente da anni non abbiano motivo di preoccuparsi… forse a livello burocratico in futuro sarà necessario fare dei documenti che provino che lavoriamo regolarmente, ma gli inglesi non possono permettersi di perdere tutti gli italiani sul territorio.

Che consiglio daresti ad un giovane che vuole venire a vivere in Inghilterra? Cosa si deve aspettare?

E’ una domanda a cui rispondo spesso… il mio consiglio è sempre, se c’è la possibilità, non andate a Londra soprattutto se è la prima esperienza! Così facendo perderete la possibilità di conoscere gli inglesi “veri”! Seconda cosa è che chiunque viene qui deve rendersi conto che non ci si può aspettare di trovare “l’Italia in Inghilterra”… perciò si deve avere la mente aperta per quel che riguarda cibo, temperature, carenza di vitamina D e sole. Soprattutto non fatevi aspettative troppo grandi: per fare carriera o per raggiungere un sogno ci vuole tempo, pazienza e determinazione. Purtroppo un sogno non si realizza magicamente da un giorno all’altro…

clima di Londra

Dove (e come) ti vedi tra dieci anni?

Spero di essere su un’isola tropicale a ballare con amici e magari la mia famiglia, vivendo in vacanza per buona parte del tempo e con una casa nel Wiltshire a giusto 2 ore da Londra, dove andare ogni tanto per il weekends o occasioni speciali. Ma soprattutto con la possibilità di viaggiare, perché, per concludere, venire in UK mi ha fatto capire com’è bello viaggiare e conoscere modi differenti di vivere e quante belle persone al mondo ci sono!

Grazie per la disponibilità!

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher) e “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere).

Intervista a Jennifer Boselli ultima modifica: 2018-12-12T09:00:50+01:00 da Stefano Labbia

Commenti

To Top