INTERVISTE ITALIANI A LONDRA

Intervista a Riccardo Sai: l’Inghilterra è una sfida. Sta a Voi coglierla!

Riccardo Sai regista intervista

Riccardo Sai, regista e producer, vive e lavora a Londra dal 2001, nato a Reggio Emilia ma originario del Trentino Alto Adige. Ha studiato in Italia dove si è laureato al Dams di Bologna in Storia del Cinema, poi in America ed infine alla New York Film Academy dove si specializza in regia e fotografia e infine a Londra. Qui conclude il Master in regia alla London Film School. Gli abbiamo chiesto conto della vita (lavorativa e non) londinese ed inglese in genere, dello “spauracchio” Brexit e di tanto altro… Leggere per credere!

Salve Dott. Sai, grazie per aver accettato quest’intervista! Lei è da tempo a Londra, metropoli cosmopolita e multiculturale europea per eccellenza: qual’è stato il Suo primo impatto con una realtà che, con pregi e “meno pregi”, è comunque diversa dall’Italia?

Sono arrivato a Londra nel 2001: mi sono laureato al Dams di Bologna e sono venuto a studiare alla London Film School. Sono venuto a Londra quando “era di moda” ma la mia non era una fuga dall’Italia ma una ricerca di opportunità con l’auspicio se vogliamo di ritornare nel Belpaese. Alla fine degli studi a Londra ho pensato che sarebbe stato per certi versi sciocco tornare in Italia prima di sfruttare appieno l’opportunità che avevo iniziato a scoprire. Sono quindici anni oramai che calco il suolo inglese e sembra ieri che ho fatto scalo! Da par mio, l’ingresso in territorio bretone è stato “facilitato”: ho studiato in una scuola di cinema internazionale, a contatto con studenti provenienti da tutto il mondo per due anni. Sicuramente all’inizio è stato molto… effervescente: la mentalità inglese è diversa dalla nostra ma c’è da dire che a distanza di anni, mi sono radicato anch’io nel pensiero “british”. C’è da dire poi che quando sbarchi per motivi di studio, lo “shock iniziale” viene assorbito dall’esigenza di allinearsi con gli studi.

Cosa pensa del Brexit: favorevole o contrario? E ancora… si aspettava che vincesse il “Leave”?

Londra ha un suo microcosmo “personale” che è differente dal resto dell’Inghilterra. A Londra nessuno si aspettava che vincesse il “Leave”: per me è stato uno shock. Però bisogna anche osare e vedere la cosa come un’opportunità: parlando con alcuni amici italiani su territorio inglese ho notato che molti sentono la città e soprattutto la fatica generata da quest’universo competitivo e a tratti frenetico – un amico musicista ad esempio è tornato in Toscana di recente…-  La verità è che questa nazione deve fare i conti con questa “malefatta”… però ripeto voglio vederla, personalmente, come un’opportunità di cambiamento e trasformazione. E lo deve essere per tutti: trasformare e ridefinire il proprio percorso, apprezzando appieno quello che avevamo e che abbiamo tutt’ora, tenendolo più stretto ora che ci sta sfuggendo di mano, apparentemente, è quasi una sorta di dovere intellettuale artistico e morale. Mantenere, salvaguardare il bello di questa nazione e di questa città è necessario. La sfida è quella di vedere il futuro: è facile parlare del passato, lamentarsi di cos’è successo col Brexit ma… la sfida a parer mio è quella di reimmaginarsi un futuro creativo, soprattutto: Londra e l’Inghilterra hanno tanto da insegnare e tanto da offrire.

Riccardo Sai

Photo: Samantha Capitano

Cosa deve aspettarsi un giovane da Londra / dall’Inghilterra? Ha qualche consiglio da dare ai nostri lettori?

Londra e l’Inghilterra hanno tanto da offrire! Cosa ci deve aspettare? Una scossa. Il gap culturale c’è, è innegabile… Un mio consiglio è quello di viaggiare l’Inghilterra oltre all’esperienza londinese (ad esempio Edimburgo, Dublino, Liverpool etc.): c’è meno competizione – e meno opportunità, forse… ma è anche vero che la qualità della vita lì è migliore. L’esperienza di Londra è bella ma ci si può anche bruciare velocemente, lavorativamente parlando… È un’opportunità fantastica quella di trascorrere un periodo della propria vita qui: mi riferisco sia alla lingua che alla cultura in genere. Lo consiglio veramente a tutti: apre la mente. Ci vuole coraggio, questo bisogna dirlo. Così come ci vuole coraggio per uscire da un certo “meccanismo italiano” che ci portiamo spesso dietro come “fagotto culturale”. Abbiate coraggio fino in fondo: datevi due anni di tempo prima di eventualmente lasciar perdere e tornare nel Belpaese. Abbracciate appieno quest’avventura cercando di inserirsi nella vita sociale inglese.

Come e dove si vede tra dieci anni?

Vorrei viaggiare di più sicuramente… e continuare ad esprimere la mia visione della vita attraverso l’obiettivo di una cinepresa.

Grazie per la disponibilità e la professionalità dimostrata! È stato un vero piacere poterLa intervistare!

Grazie a Voi!!!

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher) e “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere).

Intervista a Riccardo Sai: l’Inghilterra è una sfida. Sta a Voi coglierla! ultima modifica: 2018-02-02T14:37:57+00:00 da Stefano Labbia

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