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Intervista a Ilaria Pompilio: Londra richiede sacrificio!

Ilaria Pompilio

Salve Ilaria! Benvenuta su ItLondra, italiani a londra! Chi è Ilaria Pompilio? Presentati ai nostri lettori!

Ciao io sono Ilaria Pompilio e circa tre anni fa ho deciso di trasferirmi all’estero, più precisamente a Londra. Se dovessi descrivere me stessa, direi che per prima cosa sono una giovane ragazza molto tenace: cerco sempre di raggiungere i miei obbiettivi. Poi sono certamente molto legata alla mia famiglia e sono una persona piuttosto ottimista.

Perché hai scelto Londra per studiare / vivere / lavorare? O è stata “Lei” a scegliere te?

Mi sono trasferita in Inghilterra nel Settembre 2014. Quello che volevo fare come primo obbiettivo era migliorare il mio inglese che, per motivi didattici, non era previsto come materia curricolare nell’istituto dove ho studiato. Pertanto, ho vissuto a Londra come ragazza alla pari per circa un anno. Questo primo periodo all’estero mi ha fatto capire molte cose: non solo che potevo cavarmela benissimo fuori dall’Italia, ma anche che Londra poteva essere la città ideale dove poter vivere e lavorare. Così dopo diversi lavori, alcuni anche come volontaria, per guadagnare esperienza nel mio campo – esperienza presa molto seriamente nel Regno Unito – ho deciso di rimanere in pianta stabile a Londra. Non penso che sia la città a sceglierti, semmai sei tu che consapevolmente fai una scelta. E’ un passo di tale importanza per te stesso che non puoi non essere pienamente consapevole della decisione presa.

Sempre più giovani (ma anche meno giovani) scelgono l’estero – Inghilterra su tutti – per “rifarsi una vita”. Perché secondo te? Opportunità a parte… C’è qualcosa che non funziona, nella “macchina Italia” – parlando di welfare?

Si, molti italiani scelgono di andare fuori dall’Italia. Questo trend è piuttosto preoccupante, considerato che i giovani in fuga sono una risorsa che va ad arricchire un altro Paese, nonostante siano state investite delle risorse in Italia per farci studiare e crescere, sotto il profilo culturale. Purtroppo, nel nostro Paese la crescita professionale è molto limitata e, a meno che tu non abbia fatto certi studi, trovare lavoro è diventato molto arduo per i giovani, se non impossibile, nel Mezzogiorno ad esempio. Non ci sono politiche che agevolino i giovani e le famiglie ed è ormai molto tempo che la crescita del nostro Paese è ferma. Molti sono anche attratti da stipendi più alti offerti fuori dall’Italia. Quando hai 30 anni e vuoi crearti una famiglia, l’incentivo di un trattamento economico equo e di servizi più vicini ai bisogni del cittadino, sono le motivazioni che spingono molti italiani a fare la valigia.

Un consiglio rivolto a giovani e non giovani in procinto di partire per gli UK : cosa devono aspettarsi… e cosa non devono aspettarsi?

A chi sta pensando di partire (e sono in molti davvero: li vedo nei gruppi su FB di italiani all’estero!), consiglierei di partire solo se si è certi al cento per cento di voler fare questo passo. Chi parte deve aspettarsi molte difficoltà se non ha padronanza della lingua. Ho visto molti partire ma anche tornare dopo poco tempo. Se si pensa di andare a vivere in città dove gli stipendi sono elevati, molto probabilmente anche il costo della vita lo sarà. Se si vuole andare in grandi centri ci si deve anche aspettare molta competizione. Il lavoro certamente c’e’ ma ormai sono molti quelli disposti a spostarsi. Poi, sarà scontato, ma vedo molti ragazzi che si lamentano delle lunghe ore di lavoro, delle difficoltà ad integrarsi o semplicemente delle condizioni meteo. Se lasciate l’Italia, troverete realtà diverse, il che può non necessariamente essere un bene. Abituarsi allo stile di vita di altri luoghi, al clima e alla cultura non è semplice, ma con le giuste motivazioni, di certo non si vorrà fare la valigia per tornare.

Brexit: non posso non chiederti un tuo pensiero al riguardo…

La questione Brexit è certamente una nota dolente per noi italiani residenti nel Regno Unito, ma lo è anche per gli stessi inglesi che hanno votato contro e per quelli che hanno avuto dei ripensamenti – e sono molti, visti i tentativi un po’ maldestri degli stessi politici britannici di salvare la situazione e la “faccia”! Non penso che i politici che hanno voluto la Brexit sapessero davvero come gestire l’uscita del Paese dall’Unione Europea… A mio parere, non esisteva un piano vero e proprio, e i ministri ora al governo stanno cercando di “limitare i danni” per quanto sia possibile. Vorrei citare la frase di un cinecomic che mi ha sempre fatto pensare: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. E’ una saggezza spiccia e popolare, ma chi governa dovrebbe tenerla a mente: in fin dei conti è questa la differenza tra un politicante e un buon politico… riconoscere il potere che ha e metterlo al servizio del cittadino.

Ultima domanda: come (e dove!) ti vedi tra dieci anni?

Non saprei sinceramente dove potrei trovarmi fra dieci anni. In fin dei conti dieci anni fa non avrei mai potuto immaginare dove mi trovo adesso. Spero di restare a Londra, ma in fondo la vita ha molta più fantasia di quanta ne abbiamo noi!

Grazie per la disponibilità, Ilaria!

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher) e “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere).

Intervista a Ilaria Pompilio: Londra richiede sacrificio! ultima modifica: 2018-03-03T10:31:32+00:00 da Stefano Labbia

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