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Intervista a Giulia

Held

Giulia, ben trovata sulle pagine de ItLondra – Italiani a Londra! Presentati ai nostri lettori e parlaci un po’ di te!

Grazie mille Stefano per questa bella opportunità e buonsalve a tutti i lettori!

Provo a riassumermi in poche righe (anche se so già che fallirò): sono Giulia, originaria di Venezia. Ho 32 anni e vivo a Londra da quasi tre anni. Ho studiato in un liceo linguistico per poi laurearmi in Traduzione e Intepretariato a Trieste e, per la specialistica, sempre in Traduzione, a Venezia.

Perché Londra? Ho iniziato a venire ogni estate in Inghilterra per lavoro a 18 anni. Collaboravo con un’azienda inglese che gestiva scuole estive per ragazzi provenienti da tuto il mondo. Durante gli studi universitari ho lavorato, a tempo pieno, in una scuola privata di inglese. Dopo due anni ho provato ad aprire la mia scuola di inglese – ovviamente seguendo le regole. Non mi dilungo sui motivi per i quali non ci sono riuscita, posso solo dire che sono imputabili all’ottusità di molte persone nello stabile dove volevo avviare la mia attività. Dopo questa “doccia fredda” ho fatto un Master in Sviluppo Internazionale del Business, che mi ha portato ad uno stage in una grossa azienda di Logistica. Mi sono sposata e due mesi dopo sono venuta a vivere qui. Sono stata fortunata: ho iniziato come Recruiter in una piccola società che lavorava nel cercare personale informatico per i Servizi Finanziari. Ho dovuto imparare una nuova professione, capire il mondo della Finanza e, allo stesso tempo, il mondo informatico. A fine marzo di quest’anno sono entrata in KPMG Crimsonwing e sono l’unica recruiter per tutta l’azienda. Mondo lavorativo a parte adoro la letteratura (Byron in particolare, romanzi di formazione, gotici, fantasy etc.), la musica (power metal, gothic metal, rock, punk), l’arte, gli animali e viaggiare. Imparare nuove lingue e scoprire nuove culture formano parte importante della persona che sono.

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Sostanzialmente quali credi che siano le differenze tra Italia e Inghilterra? Mi riferisco al modo di vivere, all’approccio ai problemi della vita e non solo all’ambito lavorativo…

Sicuramente la prima differenza che mi viene in mente e la diversa flessibilità mentale. In Italia siamo molto più elastici su moltissime cose mentre qui tutto deve quadrare in uno schema ben preciso. Non sempre è un male ma alle volte, soprattutto al di fuori del mondo lavorativo, un po’ di elasticità non guasterebbe… Un altro neo e sicuramente quello che riguarda la vita sociale e le amicizie. Londra è una città con milioni di persone ma è abilissima nel farti sentire sola. Abbiamo amici italiani e da ogni parte del mondo ma, molto spesso, alcuni legami si perdono a causa dei costanti traslochi, delle lontananze abitative etc. … Di positivo sicuramente c’è la meritocrazia – se lavori bene lo riconoscono e ti premiano. Qui esiste la possibilità di fare carriera senza una politica esagerata e le aziende investono in te. La semplicità burocratica è un altro punto forte. E’ tutto più semplice: non si viene rimbalzati da un ufficio all’altro restando sempre con un punto interrogativo sulla testa. Un’altra cosa che apprezzo molto e che se ti lamenti perche c’è stato un disservizio (di qualsiasi tipo) si scusano e cercano di compensare.

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Brexit: dobbiamo temerla o no? Qual è la tua opinione in merito?!

Premetto che, se avessi potuto votare, sarei stata con i Remainers (o Remoaners!). Brexit e stata una campagna alimentata da tante bugie (da entrambe le parti) e, per quanto ci si possa scandalizzare del risultato, ricordiamoci che Londra non è l’Inghilterra. Al nord c’e una forte insofferenza nei confronti di un’Europa franco-tedesca e di tutte le ingerenze che questo comporta… L’immigrazione massiccia, soprattutto quella proveniente dai paesi dell’Europa dell’est, è un tasto estremamente dolente. Al momento attuale vedo ancora troppa confusione per avere un’idea chiara su cosa accadra. Le idee appaiono tante e ben confuse con problematiche enormi da risolvere. Molti aspetti devono essere soppesati e interrogati in dettaglio, perché, se implementati male, possono essere un coltello ben affilato. Penso che solo il tempo ci saprà dare una risposta.

Che consiglio daresti ad un giovane che vuole venire a vivere in Inghilterra? Cosa si deve aspettare?

Imparate l’inglese prima di venire qui: abbiate almeno delle basi che vi permettano di trovare un buon lavoro e vi possano far comunicare senza problemi! Non abbiate solo amici italiani e cercate di spaziare e conoscere altre culture: è+una ricchezza che serve ad aprire la mente!!! Perdetevi a visitare tutto quello che Londra vi offre, in termini culturali, sociali e lavorativi. Abbiate le idee chiare prima di venire qui: vedo tanti ragazzi che arrivano qui senza sapere la lingua o senza conoscere il paese andarsene demotivati perche non trovano quello che cercano. Viviamo in un mondo in cui è possibile documentarsi in maniera rapidissima: fatelo e non fidatevi solo del passaparola!

Dove (e come!) ti vedi tra dieci anni?

Mi auguro di vedermi sempre pronta ad apprendere nuove cose, in una città che continui a stimolarmi così tanto come fa quotidianamente Londra adesso.

Grazie per la disponibilità, Giulia!

Grazie a voi!

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher) e “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere).

Intervista a Giulia ultima modifica: 2018-06-28T08:06:00+00:00 da Stefano Labbia

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