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Arte e cultura

Il Signore degli anelli, un kolossal immortale

il Signore Degli Anelli - Anello Con Incisioni

Scrivere un fantasy non è semplice. Nel processo di creazione, la madre delle complessità è proprio quella caratteristica che, paradossalmente, potrebbe far pensare ad una più immediata semplicità d’esecuzione: l’immaginazione. Creare ex novo un mondo, in cui personaggi e creature (con relative caratterizzazioni), ambientazione, mitologia e trama viaggino sulla stessa lunghezza d’onda, siano convincenti ed accattivanti è molto difficile. Senza dimenticare poi che “fantasy” non è certo sinonimo di “sconclusionatezza”.  Se si vuole entrare nell’Olimpo del genere o semplicemente avere un’opera che funzioni, è essenziale stabilire delle regole logiche che facciano girare l’intero ecosistema. È anche per questo che molti fantasy, passati e moderni, sono dimenticabili e pochi sanno essere eterni. Un signore di nome John Ronald Reuel Tolkien ha giocato bene le sue carte e il risultato è un lavoretto niente male. Si, avete capito bene: oggi parliamo del Signore degli Anelli.

Un’infarinatura generale

Non si esagera nel definire Il Signore degli Anelli un pilastro della letteratura mondiale e Tolkien un vero e proprio game changer. Lo scrittore britannico soddisfa il gusto di chi ricerca una lettura leggera e rilassante, tanto quanto quello di chi brama contenuti profondi e sfumature su più livelli. Ciò è possibile grazie ad uno stile incalzante che spinge una storia mozzafiato ed avvolgente, in grado di immergere il lettore nel pieno del viaggio che conduce Frodo verso le pendici del Monte Fato. È possibile per via di personaggi sfaccettati e immediatamente riconoscibili; di una misurata meticolosità per i dettagli, di un’ambientazione spaziale, di luoghi, costumi, usanze, addirittura un linguaggio che fa di quell’universo il tuo universo. Perché lo rende vivo, plausibile, vero. E soprattutto è possibile grazie ai significati che rendono il libro eternamente attuale.

Il Signore degli anelli - Terra Di Mezzo Mappa
Terra di Mezzo, uno squarcio di mappa del mondo tolkeniano

I grandi temi sono infatti un punto fisso de Il Signore degli Anelli

Ne abbiamo di religiosi. La speranza dei popoli di liberarsi di un Sauron ineluttabile che progressivamente tirannizza la Terra di Mezzo; l’amicizia, l’umiltà e l’umanità che scandiscono il percorso dei protagonisti, aiutandoli a superare le difficoltà e i limiti che spesso l’uomo stesso s’impone; l’eterna lotta tra bene e male, il fulcro dell’opera; e ancora la morte, la pace, la pietà. Ne abbiamo di romantici. Pensiamo proprio al tema del viaggio, un topos assai battente negli eroi romantici, che definisce la voglia di evasione, il senso di libertà, lo spingersi oltre i propri porti sicuri. Accenniamo anche la nostalgia, intesa però come desiderio. Avrete quindi capito a chi ci stiamo riferendo e in relazione a quale oggetto. Ebbene, svanita il “jolly” Anello, l’unica possibilità che avrà Frodo di ridurre la sua sofferenza sarà quella di andare via.

Anello Del Signore Degli Anelli
Il celebre Anello

Tripudio del mondo

E la cosa entusiasmante è che si potrebbe continuare per ore, per pagine, se il tempo e lo spazio ce lo permettessero. Siamo di fronte ad un risultato eccezionale e per nulla scontato. L’immedesimazione nelle vicende, l’amore spasmodico per il testo, nati con l’opera durante i totalitarismi e in continua espansione in un mondo frenetico, schiavo dell’effimero, esule dalla sostanza e dedito alla forma e al consumismo sono la testimonianza di ciò che conta davvero nella vita. Il trionfo dei veri valori, presso cui le persone sentono di dover tornare perché vi appartengono.

Conoscere Il Signore degli Anelli

Celebriamo Il Signore degli Anelli in quanto, nel lontano 1954, di questi tempi, veniva pubblicato dopo una lunga e travagliata stesura. Il secondo conflitto mondiale, difatti, la rallentò non poco, essendo i Tolkien direttamente coinvolti. Ma parliamo di questo gioiellino soprattutto per diffondere ulteriormente la portata. Non che ne abbia bisogno, ma sono tante le persone – e i ragazzi – che magari non lo hanno mai letto. Ed è un peccato. Rischiano di perdersi un bel racconto, una bella composizione, un grande artista. Grazie a social, blog e siti vari, abbiamo invece la possibilità e il dovere di stuzzicare la curiositas. Perché conoscere tesori che appartengono al patrimonio culturale mondiale (come i geni nostrani d’altronde) è necessario. È non è mai troppo tardi per rimediare.

Il Signore degli anelli, un kolossal immortale ultima modifica: 2020-07-29T16:28:18+01:00 da Giovanni D. Putaro
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