INTERVISTE ITALIANI A LONDRA

Sandrine, un caso di emigrazione un po’ particolare

Ciao Sandrine.Presentati ai lettori di itlondra.

Ciao! Sono Kiasi Sandrine Mputu, originaria della Repubblica Democratica del Congo, dove sono nata ma italiana, in quanto da piccolissima mi sono trasferita a Milano dove ho trascorso la maggior parte della mia vita. Ho vissuto lá per piú di 22 anni, studiato e lavorato fino al 2015.Ora vivo a Londra da ormai 2 anni e mezzo.

Perchè secondo te così tanti giovani italiani scelgono Londra?

Penso siano diverse le ragioni per le quali molti giovani scelgono Londra per cui é difficile generalizzare.Sicuramente molto incide il fatto che sia una cittá cosmopolita e una delle piú grandi  metropoli europee .E questo da modo di poter fare molto a livello lavorativo ma anche culturale, artistico ecc. É totalmente multietnica motivo per cui le opportunitá vengono date a tutti senza grandi discriminazioni a livello di razza, religione o qualsiasi tipo di background a patto che si abbiamo le competenze richieste. Non é solo rose e fiori ma sicuramente migliore dell’ Italia da quel punto di vista. Un altro grande punto a favore é il sistema inglese in generale che é molto efficiente.I servici pubblici, il sociale, il sistema universitario, sono di una spanna superiori a quelli italiani. Ma il motivo piú diffuso é sicuramente per le opportunitá lavorative.Nessuno diventa manager dopo un mese ,ma  c’è la possibilità di fare la gavetta  ampliando le proprie competenze, acquisendo cosí col tempo, le caratteristiche richieste per ció che si desidera fare.Ma bisogna partire decisi e, motivati e con le idee chiare su cosa  fare una volta arrivati.

sandrine

Sandrine

Cambierá qualcosa con la Brexit?

La questione Brexit é ancora abbastanza imprevedibile in quanto tutto potrebbe cambiare o nulla.Se non ci saranno conseguenze particolari per chi studia in Gran Bretagna, la stessa cosa non si può dire per i lavoratori italiani: ne risentirá la libera circolazione e non è previsto nessun diritto automatico a lavorare in UK solo perché si ha la cittadinanza europea, dunque nessuna possibilità di usufruire degli assegni di disoccupazione e della sanità gratuita per i britannici, oggi garantita anche ai cittadini europei.Se non ci saranno ulteriori  accordi, é possibile che il trattamento  di quelli provenienti dai paesi europei sará analogo a quello di qualsiasi altro straniero,  ovvero, per lavorare si richiede un promesso di soggiorno e di lavoro.Per chi giá lavora qua, la cosa risulterá sicuramente piú semplice ma per chi ancora deve venire,potrebbero esserci delle complicanze a livello burocratico, l’aggiunta di requisiti, limiti per i flussi migratori e  scadenze entro il quale trovare lavoro . Oltre alle conseguenze piú imprevedibili come per esempio l’ incremento del costo della telefonia e tariffe aeree più elevate e quindi aumento del caro vita.

Come mai ti definisci un’emigrata particolare?

Mi definisco un immigrata un po’ particolare, in quanto il mio ,come quello di  tanti altri miei coetanei di seconda generazione, e’ un caso di emigrazione che denota piccola differenze.Nonostante siamo italiani in tutto e per tutto,  il processo di trasferimento in un paese diverso dal nostro e di conseguenza di integrazione e di tutto cio’ che ne consegue, l’abbiamo gia’ fatto! Per questo veniamo considerati una sorta di  immigrati “alla seconda” :  figli di Immigrati e a nostra volta   emigrati dall’ Italia. Io per esempio sono  originaria del Congo, di nazionalità italiana dove ho vissuto il 90% della mia vita ( A Milano) , per poi essermi trasferita in Inghilterra, dove attualmente vivo. Alcuni ci chiamano immigrati, altri expats, io preferisco pensare invece che siamo semplicemente esseri umani liberi di spostarci dove vogliamo!

Che differenza c’è secondo te tra inglesi e italiani?

Gli inglesi sono molto cortesi, come direbbero loro: “very  polite” o forse  piú che altro piú diplomatici degli italiani. Usano un infinita di convenevoli, oltre alle  espressioni ricorrenti base dell’educazione.(Please, Thank you, sorry, )con uno frequenza davvero elevata e delle volte anche esagerata.Per cui se ti senti chiamare” tesoro” o “ amore”, non é nulla di personale,  é semplicemente la maniera all’ inglese di comunicare.Sono inoltre molto precisi e puntuali ma di negativo, ripetto agli italiani,sono  molto piú freddi, non hanno per nulla il senso della moda,dello stile e dell’ eleganza oltre che del buon gusto e bevono  troppo! (Ovviamente si generalizza). Gli italiani  sono molto calorosi e passionali in tutto ciò che fanno: dal calcio alla cucina perfino nel lamentarsi (tutti sanno cosa succede in macchina di un italiano alle 7 del mattino imbottigliato nel  traffico o alle 6 di sera al rientro del lavoro).  Piú legati alla famiglia, ai valori e alle tradizioni. Per cui tranquillamente confermo tutti gli stereotipi dell’ Italia e degli italiani ma aggiungo che non puoi capirla fino in fondo e amarla davvero  se prima non ci hai vissuto a stretto contatto.

Perchè i giovani dovrebbero viaggiare?

C’e’ ancora molto che dobbiamo scoprire e c’e sempre tanto da imparare un po’ ovunque.Viaggiare apre la mente , tempra il nostro carattere , espone la nostra personalitá e arricchisce  nostro bagaglio di esperienze e conoscenze. Non importa la durata o la destinazione, é senza dubbio un investimento a lungo termine, per cui é tutto riguadagnato. Non siamo alberi, possiamo spostarci in giro per il mondo.I confini sono limiti e dobbiamo impedire che ci “limitino” appunto,ad un solo posto, una sola visione, una sola cultura.Dobbiamo aprirci al mondo,esplorarlo, interagire sempre con  differenti culture e costumi.

VI-AG-GIA-TE!

P.S non c’é solo Londra sulla cartina.

Descrivi con tre parole la tua vita a Londra.

UNA MONTAGNA RUSSA

– Cosa fai adesso?

Al momento  studio all’ Universita’ qui  Londra e lavoro.Dividendomi tra il lavoro di interprete e di traduzioni durante la settimana e quello in negozio durante il weekend. Insomma impegnatissima 7 giorni su 7. Nei momenti liberi mi dedico molto alla lettura e alla scrittura e ad attivita’ sociali sul territorio.Attualmente mi sto dedicando alla realizzazione di due progetti editoriali che saranno pubblicati inizio 2018 (uno di questi con un’ altra persona). Mi piace molto scrivere: scrivo   articoli su richiesta di tanto in tanto e  sul mio blog. Oltre a questo, collaboro con un gruppo giovanile e mi dedico molto  alle iniziative che ci sono qui a Londra dedicate alle donne , alla cultura ed emancipazione dei neri .Non mancano mai seminari ,manifestazioni ed eventi alle quale partecipo attivamente, quando il tempo me lo consente

Quali sono i tuoi piani per il futuro e dove ti immagini tra 5 anni?

I miei piani sono molti! Oltre a completare i miei studi che ho iniziato qua a Londra  e continuare a  lavorare per organizzazioni internazionali. In futuro, se Dio vuole,vorrei  aprire la mia attività per poter aiutare concretamente il mio paese di origine e coloro che lo popolano. Continuerò a dedicarmi  anche alle mie passioni. E’ anche per quello  che scrivo e continuerò a farlo. Dover sarò? non lo so ma sicuramente in movimento. Se c’è un’altra cosa che amo fare e’ viaggiare. Sicuramente tornerò in Italia, là c’è il mio cuore ed è il luogo che associo a “casa”. Ma se la situazione non cambia non potrò farlo in modo definitivo ma periodicamente.Non mi vedo neanche a trascorrere il resto della mia vita in una città così frenetica. Per me Londra è più che altro una città di passaggio, di formazione, che ti dà le opportunità e gli strumenti per realizzarti. Ma io partirei ancora: è prematuro dire per dove, potrebbe essere in Africa o Sud America, ovunque considerando che la mia occupazione é freelance.

 

 

 

 

 

 

Chiara Pizzino

Autore: Chiara Pizzino

Ha origini siciliane ma attualmente si trova in Inghilterra per perfezionare la lingua inglese e per conoscere più culture. I viaggi sono la sua più grande passione, dopo la scrittura. E’ infatti laureata in Scienze dell’Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche, La fotografia è un’altra delle cose che adora e non va mai da nessuna parte senza la sua macchina fotografica.

Sandrine, un caso di emigrazione un po’ particolare ultima modifica: 2017-12-27T21:22:35+00:00 da Chiara Pizzino

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