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Intervista a Paolo Galvani: Londra è opportunità!

Paolo Galvani

Salve, Dott. Galvani, grazie per averci concesso questa intervista! Chi è Paolo Galvani?

Non è facile dare una risposta a questa domanda: a volte come vediamo noi stessi rappresenta solo una piccola parte di ciò che siamo, a nostra insaputa. Mi limiterò quindi a parlare della logica che ha orientato le grandi scelte della mia vita. Sono un figlio dell’Italia del boom, nato in Veneto. Ho studiato statistica. Ho sempre creduto nell’approfondimento e sono stato da sempre affascinato dalla ricerca della novità in tutto quello che ho fatto. Professionalmente ho avuto molte soddisfazioni, lavorando nelle grandi banche d’affari, ho raggiunto una posizione che mi ha permesso di poter fare di testa mia, magari dandomi l’opzione di uscire dalla mia comfort zone per perseguire strade inesplorate. Il mio settore è la finanza: sin da subito ho intravisto le potenzialità che la rivoluzione digitale aveva per rivoluzionare un’industria segnata in modo evidente dalla grande crisi. Per questo cinque anni fa ho deciso di fondare Moneyfarm, per offrire un servizio digitale innovativo ai risparmiatori. Forse se dovessi scegliere due parole che hanno contraddistinto il mio percorso direi “lavoro” e “innovazione”, ma penso che siano altri a dover dare questo giudizio. Come dicevo ho poche certezze: una di queste è la solida relazione con mia moglie, che conosco dai tempi dell’università, e l’amore per i miei due figli.

Brexit: pro o contro? Ma soprattutto quanto e in che termini potrà incidere nel mondo del lavoro e degli scambi tra Europa Unita e Regno Unito secondo Lei?

Ancora presto per dare una valutazione, i termini non sono del tutto chiari e questo è già di per sé indicativo. Per quanto riguarda Moneyfarm non siamo preoccupati, siamo convinti che la scelta di trasferire la nostra sede centrale a Londra sia l’opzione migliore per un’azienda ad alto tasso tecnologico come la nostra. Londra resta sempre un hub imprescindibile per la finanza, per i capitali e per l’innovazione.

Molti giovani italiani a Londra e in Inghilterra lamentano turni di lavoro massacranti e condizioni di vita non eccelse… Altri ancora accostano agli UK l’America di inizio ‘900 definendola terra meritocratica e piena di opportunità. Qual’è la verità?

La verità sta nel mezzo. Ognuno deve trovare la propria strada e avere l’intelligenza di capire, quando si fa un passo così importante come trasferirsi in un altro Paese, se effettivamente ci sono opportunità per la propria professionalità. Se la risposta è affermativa, allora Londra è un ottimo posto per lavorare e crescere. Poi come tutte le grandi metropoli è un luogo unico: pieno di opportunità, ma anche difficile. Non è per tutti, nel senso che non tutti si trovano bene a vivere nelle grandi città: non è una questione di merito, ma di attitudine personale. Personalmente è una città che mi ha sempre affascinato tantissimo, dove ho incontrato tante persone che mi hanno ispirato. Certo negli ultimi anni sta cambiando: sta diventando meno inclusiva e più complicata, ma forse sono anche io che sono in una fase della vita diversa. A ogni modo oggi vivo tra Londra e Milano. Londra è la soluzione ideale per la crescita della mia azienda: il luogo ideale dove il progetto Moneyfarm può raggiungere la scala a cui ambiamo.

Consigli per chi vuole in ogni caso imbarcarsi ed affrontare per motivi di lavoro o studio, un’esperienza londinese – nel Regno Unito?

Un’esperienza in un altro Paese cambia le prospettive, questo va da sé. Io professionalmente ho cambiato molte città e rifarei tutte le mie scelte. Il consiglio che posso dare è quello di valutare la fase della propria vita in cui ci si trova e le proprie aspirazioni. Non esiste una soluzione perfetta e stare lontani da casa per la maggior parte delle persone è un sacrificio. Anche Londra ha svantaggi e vantaggi: è una città che di offre tanto da un punto di vista professionale e umano ma è anche molto faticosa, è molto facile essere soli. Secondo me bisogna valutare quale è il proprio settore e quale è la propria aspirazione. A Londra principalmente ci sono l’ospitalità, l’industria creativa, la nuova industria digitale e la finanza. Se si vede il proprio percorso in altri campi forse vale la pena considerare altre opzioni. Se ho l’ambizione di fare il maestro di sci non mi trasferisco a Ischia…

Stefano Labbia

Autore: Stefano Labbia

Stefano Labbia è autore, poeta, sceneggiatore. In libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni), “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) e “Bingo Bongo e altre storie” (Il Faggio Edizioni). Prossimamente: “Killer Loop’S (graphic novel – LFA Publisher) e “Vivo!” (PubMe – Collana Il Piacere di Scrivere).

Intervista a Paolo Galvani: Londra è opportunità! ultima modifica: 2018-03-21T10:36:07+00:00 da Stefano Labbia

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