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Il Cristo velato, era una tappa obbligata del Grand Tour

Il Cristo Velato

Il Cristo velato, è tra le tappe obbligate del Gran Tour. C’è senza dubbio quindi proprio Napoli e nello specifico una visita alla “Cappella del principe di San Severo”. Parliamo di un’opera d’arte unica; e senza precedenti. L’opera è stata voluta da un uomo dotato di un estro e una personalità straordinarie. Parliamo cioè di Raimondo di Sangro, principe di Sansevero.

Il Cristo velato

Egli fu in altre parole esoterista, inventore, anatomista, alchimista, massone, mecenate, scrittore, e accademico italiano, esponente del primo Illuminismo europeo. Personalità estremamente eclettica e poliedrica, Raimondo si dedicò inoltre a sperimentazioni nelle scienze e nelle arti, dalla chimica all’idrostatica; dalla tipografia alla meccanica, raggiungendo risultati “prodigiosi” per i contemporanei. Raimondo di Sangro alimentò il mito intorno alla propria persona, destinato a durare nei secoli. Con la sua poliedrica attività, ancor oggi avvolta nel mistero, incarnò i fermenti culturali e i sogni di grandezza della sua generazione.

Il Cristo Velato - Cappella di San Severo
La cappella San Severo

Inoltre più di tutto, il principe Raimondo, è legato alla Cappella Sansevero; il mausoleo di famiglia che riorganizzò e abbellì. Era il 1744 quando lo stravagante Principe intraprese il restauro della chiesa di Santa Maria della Pietà, oggi conosciuta come Cappella Sansevero. In questa piccola “cattedrale”, l’opera d’arte più significativa è il celebre “Cristo velato”, di Giuseppe Sanmartino.

Il Cristo velato e la cappella del principe di San Severo

Dal nord Europa chiunque intraprendeva il Grand Tour; giungeva anche qui, per ammirare cotanto splendore. Sull’entrata c’è una effige che recita: “osserva con occhi attenti e con venerazione le urne degli eroi onuste di gloria e contempla con meraviglia il pregevole ossequio (…) all’opera divina e i sepolcri dei defunti, e quando avrai reso gli onori dovuti profondamente rifletti e allontanati.”

Il Cristo Velato - Principe Di San Severo in un ritratto
Il principe di San Severo

Attraversando la soglia della Cappella San Severo, ci addentriamo nella Napoli esoterica, quella mistica e colta al tempo stesso; capace di suscitare lo stupore e l’ammirazione dei turisti di tutto il mondo e di trasportarli nel misterioso mondo del Principe di Sansevero. Questa straordinaria chiesa oggi sconsacrata è nel centro storico della città; circondata da una quantità smisurata di punti d’interesse. Abbiamo Napoli Sotterranea alla chiesa di San Domenico Maggiore. Troviamo poi accanto il complesso di San Lorenzo Maggiore a via San Gregorio Armeno.

Napoli esoterica

Lì c’è il cuore pulsante di Napoli, che batte ininterrottamente da quasi trenta secoli. Siamo nel luogo di culto e tempio della massoneria settecentesca napoletana. La Cappella Sansevero riflette l’indole innovatrice del suo ideatore; quel Raimondo di Sangro principe di Sansevero, capace di sbalordire finanche il Re Carlo di Borbone.

Il Cristo Velato - Cappella in dettaglio
Un particolare della Cappella

Il sovrano affascinato, lo rese partecipe della vita di corte. Il principe, era un uomo che aveva un’influenza tale da potersi permettere il lusso d’indossare il cappello anche dinanzi al Re. La cappella inoltre è un prodigio d’architettura barocca napoletana ma soprattutto lo scrigno di tesori dal valore inestimabile; un tempio traboccante di capolavori unici al mondo e che Napoli custodisce con fierezza. Raimondo di Sangro quindi riunì i maggiori artisti del tempo e sotto la sua influenza mistica; li spronò a realizzare i loro migliori lavori.

La Pudicizia di Antonio Corradini

Parliamo di meraviglie come La Pudicizia di Corradini e Il Disinganno di Francesco Queirolo oltre alle strabilianti macchine anatomiche; frutto di esperimenti del Principe. Eppure, l’opera più famosa, quella che fa emozionare, facendo emergere stupore, è il capolavoro di Giuseppe Sanmartino. Si tratta proprio del Cristo Velato celebre nel mondo; un’opera capace di suscitare in tanti nord europei in visita “La sindrome di Stendhal”; stordendo i sensi e suscitando emozioni  vibranti. L’opera inoltre si può visitare normalmente nei giorni feriali: dalle 9,30 alle 18,30, e nei giorni festivi: dalle 9,30 alle 14,00. L’ultimo ingresso è consentito 20 minuti prima della chiusura. Naturalmente si consiglia di chiamare poiché siamo in epoca #Covid. Il biglietto e di 7 euro; Artecard: 5 euro; convenzione Alitalia: 5 euro; ragazzi da 10 a 25 anni: 5 euro; scuole: 2 euro; minori: gratis. infine, per arrivare dalla stazione linea 1 fermata Università, R2, taxi; dall’aeroporto taxi.

Il Cristo velato, era una tappa obbligata del Grand Tour ultima modifica: 2021-03-23T09:00:00+00:00 da simona aiuti

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Katia Stranges

Ogni volta che sono stata a Napoli avrei voluto vederlo ma ahimè, non l ho ancora fatto 😔

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