ITALIANI A LONDRA

L’immigrazione italiana a Londra del secolo scorso

L'immigrazione

L’immigrazione italiana verso l’inghilterra della fine del 1800 e dell’inizio del 1900

Lo spostamento dei popoli da un Paese all’altro ha caratterizzato l’intera umanità lungo tutta la storia. A partire dai più antichi periodi, l’uomo ha sempre avuto una spinta verso l’immigrazione. Non siamo soltanto noi oggi ad andare via dal nostro Paese per raggiungere Londra o l’Inghilterra. I nostri antenati facevano lo stesso. In modalità e per ragioni diverse magari, ma accadeva. La diffusione dell’immigrazione italiana non era così fuori luogo durante il secolo scorso, men che meno tra la fine dell’800 e gli inizi del’900. Erano periodi di transizione sia nazionali sia tecnologici. I vari climi politici erano così precari che difatti si arrivò alla Prima Guerra Mondiale nel 1914. Se l’immigrazione nacque per i malcontenti cittadini, essa dovette interrompersi per lo scoppio del conflitto mondiale. Ma dopo quest’ultimo riprese anche più di prima.

L'immigrazione

Emigranti italiani all’inizio del ‘900

Perché gli italiani migravano nel secolo scorso?

Rispondere a questa domanda in maniera poco approfondita potrebbe essere un errore. La risposta reale è però legata sempre al lavoro. Lavorare è stato uno dei motivi costanti dell’immigrazione italiana. Durante il secolo scorso era infatti la manodopera uno dei motivi dei flussi migratori. La manodopera era richiesta un po’ ovunque. Per la costruzione di nuove ferrovie o per altre tipologie di produzioni industriali, servivano uomini. Avendo le persone sempre bisogno di lavorare e guadagnare soldi, l’immigrazione era un logico sviluppo. La soluzione era trasformarsi in lavoratori stagionali e affrontare la traversata verso un nuovo Paese come l’Inghilterra. Giunti sul luogo, gli italiani diventavano la manodopera necessaria e ricercata. Quella manodopera che rientrava nella propria patria una volta terminato il lavoro.

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Dati di emigranti per regione

Gli spostamenti permanenti degli italiani

I troppi spostamenti sono tuttavia una cosa che non tutte le persone apprezzano. Al di là della stanchezza fisica e del costo, i tempi di spostamento nel secolo scorso erano lunghissimi. Non mancavano imprevisti e rischi nell’affrontare lunghe traversate stagionali. Essendo le nazioni ospitanti in cerca di manodopera fissa, bastava poco per un italiano per arrivare a decidere di trasferirsi. Portare la propria famiglia con sé non rappresentava neanche un problema. In fondo ci si spostava verso il lavoro fisso e verso uno Stato pacifico. Non c’era nessun movente negativo per rifiutare una soluzione simile. Anzi, ad un certo punto diventava un’evoluzione naturale. L’immigrazione è sempre esistita e le sue ragioni sono sempre state il migliorarsi e il ricercare lavoro. Quanto pensate che siano cambiate rispetto ad oggi? Il passato è a volte lo specchio del futuro.

Pasquale Scalpellino

Autore: Pasquale Scalpellino

Pasquale Scalpellino nasce a Napoli nel 1992. Da sempre amante di quello che è il panorama scientifico, riesce a scoprire la propria passione per la scrittura e la letteratura a pochi passi dall’essere maggiorenne. Intraprende quindi una carriera da giornalista di cronaca, che lo porterà ad addentrarsi dopo anni in quello che è il mondo del web content, del ghostwriting e della scrittura creativa.

L’immigrazione italiana a Londra del secolo scorso ultima modifica: 2017-09-27T08:01:03+00:00 da Pasquale Scalpellino

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